PPWR: come Unica assicura la fornitura adeguata
- Cosa chiede il PPWR a chi produce e vende imballaggi?
- Come controlla Unica un imballaggio prima che arrivi a te?
- Quali obblighi del PPWR copre Unica al posto tuo?
- Quali certificazioni garantiscono la qualità lungo la filiera?
- PFAS e metalli pesanti: come fai a sapere che il tuo imballaggio è sicuro?
- Se il packaging porta il mio logo, chi ne risponde?
- Con Unica la conformità arriva insieme alla fornitura
Dal 12 agosto 2026 un imballaggio non si valuta più soltanto per come si presenta o per quanto regge. Con il PPWR, il Regolamento (UE) 2025/40, diventa un prodotto con un proprio fascicolo di documenti, e può arrivare sul mercato solo se è in regola.
Nell’articolo sulle scadenze del packaging fino al 2030 abbiamo messo in fila le date. Qui guardiamo la filiera, cioè chi controlla i prodotti, prima che una vaschetta o una scatola arrivino da te. E ti raccontiamo come lavoriamo perché alla tua attività arrivi solo materiale adeguato all’uso che ne fai.
Cosa chiede il PPWR a chi produce e vende imballaggi?
Il regolamento divide la filiera in ruoli e a ciascuno assegna obblighi diversi. In breve:
- Fabbricante: chi progetta o fa produrre l’imballaggio. Deve verificarne la conformità e firmare la Dichiarazione di Conformità UE, con alle spalle una documentazione tecnica completa.
- Importatore: chi porta in Europa imballaggi prodotti fuori dall’UE. Prima di venderli deve controllare che quei documenti esistano davvero.
- Distributore: chi rivende imballaggi già sul mercato, come grossisti e rivenditori. Deve verificare che siano in regola e fare in modo che magazzino e trasporto non ne compromettano la conformità.
- Produttore ai fini EPR: chi immette per primo l’imballaggio sul mercato italiano. Si iscrive al registro e versa il contributo ambientale, in Italia tramite il CONAI.
Dichiarazione e documentazione vanno conservate per cinque anni se l’imballaggio è monouso, per dieci se è riutilizzabile.
C’è poi un punto che molti sottovalutano: chi mette il proprio marchio su un imballaggio, per il regolamento, può diventare fabbricante. Ci torniamo più sotto, perché riguarda da vicino chi personalizza le proprie confezioni.
Come controlla Unica un imballaggio prima che arrivi a te?
Intanto, Unica non produce imballaggi. Li seleziona dai produttori e li consegna alla tua attività, quindi lavora proprio nel tratto di filiera in cui il PPWR chiede di verificare. Il nostro controllo passa da quattro momenti.
La scelta del produttore. Compriamo solo da produttori che ci forniscono la Dichiarazione di Conformità e le schede tecniche di ogni articolo. Se i documenti non ci sono, l’articolo non entra in catalogo.
Contatto alimentare. Per tutti gli articoli che toccano il cibo verifichiamo l’idoneità al contatto con gli alimenti e le dichiarazioni su PFAS e metalli pesanti.
Il controllo qualità. Prima di arrivare sul mercato ogni prodotto passa una serie di controlli di conformità, con test e verifiche pensati per garantirne una resa costante.
Magazzino e consegna. Stoccaggio e trasporto seguono le procedure igieniche della EN 15593, così l’imballaggio arriva alle attività nelle stesse condizioni in cui è uscito dal produttore.
Quali obblighi del PPWR copre Unica al posto tuo?
| Cosa chiede il PPWR | Da quando | Come lo gestisce Unica |
|---|---|---|
| Dichiarazione di Conformità e documentazione tecnica per ogni imballaggio | 12 agosto 2026 | Compriamo solo articoli con documenti completi forniti dal produttore |
| PFAS e metalli pesanti sotto soglia negli imballaggi a contatto con il cibo | 12 agosto 2026 | Idoneità alimentare certificata e dichiarazioni dei produttori |
| Conformità mantenuta durante stoccaggio e trasporto | 12 agosto 2026 | Procedure igieniche certificate EN 15593 |
| Stop alle confezioni “gonfiate” con doppi fondi o pareti finte | 12 febbraio 2028 | Catalogo già composto da prodotti senza queste caratteristiche |
| Etichetta europea armonizzata con QR | 12 agosto 2028 (salvo slittamenti) | I prodotti in catalogo saranno già adeguati |
| Riciclabilità in classe A, B o C e plastica riciclata minima | 1 gennaio 2030 | Il catalogo offre già numerose opzioni e Unica si impegna ad aggiornarlo costantemente |
Quali certificazioni garantiscono la qualità lungo la filiera?
- UNI EN ISO 9001:2015. Attesta processi aziendali strutturati, con criteri di qualità documentati e verificabili.
- EN 15593:2008. Riguarda l’igiene nella gestione dei materiali destinati al contatto con alimenti.
- Certificazione alimentare. Garantisce l’idoneità di tutti i prodotti destinati agli alimenti, con ogni fase tracciata dalla materia prima al prodotto finito.
Se vuoi approfondire le prime due, c’è una guida dedicata: perché scegliere un fornitore certificato ISO 9001 e EN 15593.
PFAS e metalli pesanti: come fai a sapere che il tuo imballaggio è sicuro?
I PFAS sono sostanze usate per rendere carta e cartone resistenti a grassi e acqua. Pensa alla carta per i fritti o al cartone della pizza. Dal 12 agosto 2026 negli imballaggi a contatto con il cibo possono esserci solo in tracce minime: 25 parti per miliardo per ciascuna sostanza, e 50 mg/kg se si misura il fluoro totale.
Per i metalli pesanti il limite vale per tutti gli imballaggi, inchiostri e colle compresi. Piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente, sommati, non devono superare i 100 mg/kg.
La verifica parte dalla dichiarazione del produttore sull’assenza di PFAS aggiunti intenzionalmente e, quando serve, passa alle analisi di laboratorio. È l’approccio indicato dalla Commissione europea ed è anche il nostro: quella dichiarazione la chiediamo prima di mettere in catalogo qualsiasi articolo per il food. Tu non devi mandare nulla in laboratorio.
Se il packaging porta il mio logo, chi ne risponde?
Qui il PPWR riserva una sorpresa a chi personalizza. Chi immette sul mercato un imballaggio con il proprio nome o marchio può essere considerato fabbricante, con tutti gli obblighi che ne seguono, Dichiarazione di Conformità compresa.
Esiste però un’eccezione per le attività più piccole. Se sei una microimpresa (meno di 10 dipendenti e fatturato o bilancio fino a 2 milioni di euro) e fai produrre le confezioni con il tuo marchio da un fornitore con sede nell’Unione europea, per il regolamento il fabbricante è il fornitore.
Tradotto: se hai un forno o una pasticceria e personalizzi scatole e sacchetti con Uni Print, la parte documentale non ricade su di te. Se la tua azienda è più strutturata, ti passiamo la documentazione tecnica che riceviamo dai produttori, così la tua Dichiarazione parte da carte già in ordine.
Con Unica la conformità arriva insieme alla fornitura
Il PPWR ha spostato buona parte del lavoro dal banco alla filiera. Per chi gestisce un forno o un locale è una buona notizia, a patto di avere un fornitore che quel lavoro lo fa davvero.
Il nostro consiste nello scegliere produttori affidabili, raccogliere e conservare i documenti, controllare i prodotti e consegnarli integri. Puoi vedere tutte le nostre certificazioni sul sito. Per una fornitura su misura o per un dubbio su un articolo specifico, scrivici dal form contatti: ti rispondiamo entro 24 ore.
FAQ - Domande frequenti
Soprattutto il fabbricante, cioè chi progetta o fa produrre l’imballaggio con il proprio marchio. Importatori e distributori devono però verificare che i documenti esistano e che la conformità non si perda lungo la filiera.
È il documento firmato dal fabbricante che attesta che un imballaggio rispetta i requisiti del PPWR. È obbligatoria dal 12 agosto 2026 e va conservata insieme alla documentazione tecnica per cinque anni, o per dieci se l’imballaggio è riutilizzabile.
Se compri imballaggi neutri o con il marchio del produttore, no. Se li personalizzi con il tuo logo potresti diventare fabbricante, a meno che tu non sia una microimpresa che si rifornisce da un fornitore con sede nell’Unione europea.
Dal 12 agosto 2026 tutti gli imballaggi a contatto con gli alimenti devono restare sotto soglie molto basse di PFAS. Riguarda soprattutto carta e cartone trattati per resistere a grassi e umidità.
Senza la prova della conformità un imballaggio non può essere immesso sul mercato e può essere fermato dalle autorità di controllo. Comprare da un fornitore che verifica i documenti a monte è il modo più semplice per evitarlo.